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Mi addormentai con quei pensieri, con l'immagine di Carl che se ne andava e con gli occhi gonfi per le lacrime. L'iPod si era scaricato e per questo aveva smesso di suonare, ma ilcampnello della porta mi riportònella vita reale. Che palle non avevo voglia di alzarmi, volevo dormire per il resto della giornata, fino a quando finalmente non sarebbe passato quel momento del cazzo. Nessuno era ancora andato ad apire, mia mamma sarà uscita.Chi diavolo sarà? Ancora intontita mi alzai, non sapevo nemmeno che ore fossero, andai ad aprire la porta, con una faccia con la quale avrei spaventato persino il mostro più brutto. Era Carl. Era tornato.Solo allora mi accorsi del bene che gli volevo e di quanto mi facesse piacere vederlo. Gli accennai un sorriso. Ero quasi in imbarazzo in quella situazione. Sei tornato!?! Dissi.
Dopo poco qualcuno venne ad aprire la porta. L'immagine di Agnes mi si presentò davanti, un po' spettinata e intontita, bella come sempre. Rimasi un attimo zitto non sapendo come cominciare le mie scuse e mi venne in mente un'unica cosa. Feci un passo verso di lei, presi il suo viso fra le mani e portai le mie labbra sulle sue cominciando a baciarla come mai avevo fatto in vita mia. Non era uno di quei baci che si da sempre, era uno di quelli pieni di sentimento, di passione, dovevo farle capire che me ne importava di lei e non l'avrei lasciata sola.
smashing. Heu.. Est-ce que tu veux m'embrasser? Dis oui, Oui Dis oui, tu veux m'embrasser? C'est chouette C'est chouette, hein? xx.
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Rimasi colpita dal suo gesto, non sapevo cosa significasse quel bacio, lui era il mio migliore amico, non sapevo davvero come interpretare quel bacio. In un primo momento rimasi ferma immobile, senza non fare niente, poi mi feci trasportare da quel magnifico bacio, grazie al quale tutti i dubbi e i problemi per qualche secondo sparirono. Un bacio lento, desiderato e pieno di passione. Che sicuramente non avrebbe risolto i nostri problemi, anzi, ma che in quel momento mi aiutò a capire che lui c'era, ed era lì per me, o meglio, per noi Lla sera in cui abbiamo fatto sesso eravamo piuttosto ubriachi, ora eravamo lucidi tutti e due, o almeno io, non sapevo se Carl in quelle poche ore che era stato via si era dbuttato sull'alcol per dimenticare.
Continuai a baciarla ancora per qualche secondo, con quell'intensità, volendomi aggrappare a quel momento. Forse baciarla non era stata una grande idea in fondo, ma cavolo era l'unica cosa che mi era venuta da fare in quel momento. Forse poteva essere visto come un gesto per far sciogliere il ghiaccio che c'era fra noi dalla notte di sesso, di cui ricordavo poco o niente per via della ia ubriachezza di quella sera. Finalmente, mi staccai dalle sue labbra. Sono stato uno stronzo prima. Le dissi solo non lascio neanche un secondo di silenzio, se l'avessi fatto entrambi avremmo pensato a quel bacio, dandogli forse significati sbagliati.
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Continuammo quel bacio dai più svariati significati. Ma dovevo ammetterlo mi faceva piacere , finalmente mi sentivo felice e importante per qualcuno. Rimanemmo sulla porta, io scalza e infreddolita dal clima rigido, è comprensibile che hai reagito così. gli risposi. E' vero non mi ero incavolata perchè se n'era andato, ma di più perchè mi aveva accusato ingiustamente.Rabbrividì ancora, la solita freddolosa. Il suo tono faceva tralasciare un pò di imbarazzo, aveva parlato così velocemente che a stento avevo capito.
L'attimo di silenzio imbarazzante arrivò, quello che avevo temuto. Dio perchè avevo deciso di baciarla? Era la mia migliore amica e non si bacia così la migliore amica, diavolo. Evitai di pensarci. la vidi rabbrividire dal freddo ma notai che ancora non mi aveva detto di entrare quindi rimasi li. Giurami su tutto ciò che hai di più caro che non farai mai più una cosa così stupida E lei mi avrebbe capito. Avrebbe capito che mi riferivo al suicidio, ma come aveva potuto pensare di farlo veramente?
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Era così dolce, così premuroso, se non fosse stato il mio migliore amico me lo sarei sposato. Ahahah, l'idea faceva ridere, io e Carl sposati. Un sorrisetto si disegnò sulle mie labbra, anche quella storia del giuramento era buffa e da bambini. Giuro parola di lupetto. Scherzai per sdrammatizzare, sapendo a cosa si riferiva. Forse dopo averlo rivisto e sapendo chem lui mi era vicino non avrei più osato fare una cosa così estrema. Ti va di entrare?? Proposi, ormai ero un cubetto ambulante. Anche se non c'era bisogno chiederglielo, ormai quella era casa sua.
La guardai un attimo male. Le sembrava il dannato cado si scherzare su una cosa del genere? Beh, dovevo aspettarmelo infondo, la maggior parte delle volte Agnes non prendeva le cosa sul serio. Si grazie Dissi entrando velocemente, il freddo fuori era pungente e mi stava uccidendo. Offrimi un thè caldo poi mi parlarai di questo mese come si deve Continuai, questa volta con tono notevolmente scherzoso, anche se davvero avrei voluto sapere la vera storia.
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Sapevo che non era il caso di scherzare e che lo infastidiva quando facevo queste cose. Ma era più forte di me, non riuscivo ad essere seria, e poi non volevo essere infelice, ero con Carl ed era l'unica cosa che in quel momento volevo. Lo so, parlo di lui come se fosse il mio ragazzo, ma lui non lo è, chiaro Agnes? Non lo è!! Lui è il tuo migliore amico e basta. Ok nonnino, prenderemo un thè caldo alle cinque in punto. Scherzai. E chiamai la domestica, per farci fare due tazze di thè, ora che lo volesse o no, se lo sarebbe bevuto. Mi stravaccai sul divano, coricata su di lui, guardando il soffitto con la testa sulla sua pancia. E, se proprio ci tieni ti racconterò di questo mese. Dissi cercando di rimanere il più serena possibile, mentre giocherellavo con le sue mani che erano vicine al mio collo.